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DICONO DI LEI

Claudia Carducci vive e lavora a Foligno.
Dopo la maturità classica si laurea nell'indirizzo storico-artistico della facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell'Università della Tuscia a Viterbo, successivamente si specializza in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Terni.
Si dedica soprattutto ad un genere di pittura dove prevale la figura umana con tagli determinanti e giochi essenziali di luce ed ombra.

Il tema di fondo dei lavori di Claudia è la figura umana, in special modo quella femminile.
Essa, lungo il percorso di indagine nei territori sterminati dell'arte, diventa il punto di congiunzione possibile tra verità e bellezza.
Con sensibile esecuzione Claudia definisce corpi, delinea tratti somatici e dettagli anatomici in un ritmico alternarsi di luce ed ombra.In effetti le figure femminili cui lei dà forza e concretezza visiva di immagine, dissimulano una ribollente interiorità che anela venire a galla.
Il corpo diviene quindi l'involucro perfetto che racchiude e cela i segreti moti dell'anima, le tensioni e le contraddizioni dell'essere, esso è contenitore esteriore ma, nella propria purezza estetica,lascia trasparire l'intima inquietudine.

Cè un tipo di pittura che riassume la raffigurazione e la rappresentazione, in genere è facile capire dove il pittore cerca di riportare con colori e forme ciò che è ricordo, memoria, storia. Altra cosa è dover raffigurare ciò che per antonomasia non può aver figura: le sensazioni, i sentimenti, le emozioni. Carducci Claudia dipinge perché la sua figura possa essere summa dei sensi e della mente. È come se Apuleio fosse l’ispiratore del percorso artistico di questa giovane donna acerba come la sua pittura, acerbo come il suo intendere la vita, acerbo come ogni cosa è frutto che nasce da un fiore e dalla passione, dalla voluttà, e forse non a caso la passione per Esiodo era figlia di Eros e di Psiche.
Per la Carducci il monocromo sono tonalità di grigio e di nero è il colore dell’universo, dell’ infinito quasi che l’universo sia l’espressione di tutti gli aneliti dell’uomo, come se l’universo stesso o meglio la volta stellata non fosse altro che un contenitore di speranze, di rabbie, di desideri. Il nero per questa pittrice è notte e tenebra, è superamento di contrarietà è passaggio tra un’alba e l’altra è il tempo che frena la sua inesorabile corsa e lascia che i sogni ci parlino dell’anima. Per la Carducci il colore è la luce che si identifica nell'oro. Le sue cromie, che dosa e bilancia sapientemente nella composoizione di ogni opera sono come tonalità musicali, nulla è lasciato al caso.
E così l'esperienza che fu di Klimt in Claudia Carducci si attualizza in un cromatismo che associa il tono musicale a quello del colore , quasi che ogni opera fosse una composizione musicale da ascoltare con i sensi dell'anima.
La donna che Claudia dipinge è il femminile che è tramite tra la razionalità e il mistero che in essa si svela.
Non è solo mera sensualità banale nudità di una Afrodite fin troppo osservata è il vero ponte tra la sfera terrestre quella celeste è arcana. La donna madre e sposa dell’universo, nei suoi dipinti c’è il divenire e la volontà di fare ricerca su tecnica e concetti, nei suoi nudi, c’è la forza curiosa dell’ adolescente, c’è la delusione di chi si trova ad essere al varco tra donna e ragazza, c’è la paura del tempo che segna la sua traccia sull’involucro che copre l’anima, c’è la tenacia di chi sa che ogni giorno ha una nuova alba e un nuovo tramonto ancora da esplorare.

A. D’Atanasio

http://www.albertodatanasio.com/carducci.html

Claudia Carducci © 2008